“I veri intenditori non bevono vino: degustano segreti. “- Salvador Dalí, pittore e scultore spagnolo

Per scoprire quali sono i principali vini bergamaschi, dobbiamo riflettere sul concetto di territorio. Visitare un territorio, infatti, non significa soltanto osservare da vicino i luoghi più caratteristici, ma anche mettersi in contatto con le tradizioni che per lungo tempo hanno contraddistinto un popolo e la sua cultura. Una delle usanze più interessanti è certamente quella legata all’interesse per il cibo e la gastronomia. Sapori e profumi indimenticabili possono trovare forma propria nella complessa elaborazione di un piatto o nella specificità di un prodotto.

Il territorio bergamasco offre la possibilità di gustare prodotti di alta qualità e dal valore ineguagliabile: alcuni di essi sono già noti a livello nazionale, mentre altri rappresentano dei preziosi tesori da scoprire. La cucina bergamasca in effetti può contare su formaggi, salumi, farine per la polenta, funghi, tartufi, nonché su una vasta e prestigiosa gamma di vini. In particolare, in questo articolo ci soffermeremo su quest’ultima bevanda, il vino, e sugli aspetti più importanti che caratterizzano il suo mondo, la viticoltura.

Vini bergamaschi: qualità e tradizione

Bisogna ricordare che sono circa 800 gli ettari di vigneto che arricchiscono il suolo bergamasco, una tradizione che in alcune zone vanta parecchi secoli e addirittura ben 4 denominazioni d’origine:

  • Moscato di Scanzo (DOCG )
  • Valcalepio e Terre del Colleoni (2 DOC)
  • Bergamasca (IGT)

La capacità di produzione di queste aree abbraccia differenti tipologie di vino e si rivela adatta a soddisfare anche i palati più accorti ed esperti. Facendo un piccolo tuffo nel passato, scopriamo che gran parte dei vini bergamaschi possiede un’origine antica e di notevole interesse. Per esempio, la coltivazione di prodotti speciali come il Moscato di Scanzo viene fatta risalire all’epoca romana che lo ereditarono da una popolazione di celti. Coltivato nelle colline di Scanzorosciate (BG), questo vino risulta essere un fedele compagno di dolci e dessert, con una gradazione alcolica non inferiore ai 17 gradi. Era il vino preferito della zarina Caterina II di Russia che lo rese famoso in tutta Europa dopo che Giacomo Quarenghi lo portò proprio a lei.

I migliori vini bergamaschi: dal Medioevo fino a oggi

Già nel Cinquecento Venezia favoriva l’esportazione nelle province vicine di vini che provenivano da vigneti distribuiti lungo la fascia collinare che si estendeva dall’Adda al lago di Sebino. Tra le sue preferenze spiccava il rosso della Valcalepio, un vino di punta della provincia bergamasca. Sempre a fine Cinquecento, con l’insediamento dei Benedettini nelle abbazie di Pontida e San Paolo d’Argon, si avviarono una serie di attività vitivinicole locali che resero questi due paesi i centri enologici più importanti della bergamasca. Inoltre, non si deve dimenticare che in epoca secentesca i vini della provincia di Bergamo si potevano incontrare sul mercato milanese. Fu proprio questo il periodo in cui essi iniziarono ad acquisire sempre più ampio consenso all’interno di diverse realtà culinarie limitrofe.

Ritornando al presente, oggi è evidente che l’interesse verso i vini bergamaschi è enormemente cresciuto. Gli agricoltori e gli imprenditori della provincia di Bergamo si sono impegnati a preservare la realtà vitivinicola locale, utilizzando tecniche enologiche che tengono conto dell’impatto ambientale e dei cambiamenti climatici. L’obiettivo è instaurare una proficua collaborazione tra uomo e ambiente puntando sulla bontà e la qualità!

Vini bergamaschi: l’esperienza turistica

La necessità di far conoscere la realtà vitivinicola bergamasca ha portato a varie iniziative che cercano di coinvolgere anche i turisti: attualmente, molte cantine locali si stanno adoperando affinché la gente conosca ed apprezzi la propria produzione vitivinicola, rendendo così l’esperienza di degustazione un momento unico ed incredibile. Questo perché certi sapori si cristallizzano nel nostro palato e ancor più nella nostra memoria.

Se desideri scoprire la realtà vitivinicola offerta dal territorio bergamasco, ti  consigliamo di consultare le seguenti pagine: I migliori vini della provincia di Bergamo

E per accompagnare la dolcezza del vino, ascoltiamo un po’ di buona musica, meglio ancora se in dialetto! A questo proposito, ti segnaliamo questa spiritosa canzone composta dal cantautore bergamasco Luciano Ravasio,Zó ì e sö sit” (Giù vino e su sete). Buon ascolto!