Dialetto bergamasco – pillole linguistiche per i turisti di Bergamo

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Dialetto bergamasco – pillole linguistiche per i turisti di Bergamo

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Luciano Ravasio in Piazza Pontida a Bergamo – il cantautore si occupa di poesia dialettale bergamasca e tradizioni popolari

 

DIALETTO BERGAMASCO CHE PASSIONE: PILLOLE LINGUISTICHE PER I TURISTI DI BERGAMO

“L’italiano va bene per scrivere, dove non serve la voce,  ma per raccontare un fatto ci vuole la lingua nostra che incolla bene la storia e la fa vedere.” Erri De Luca

Le lingue crescono, muoiono, mutano e si diffondono seguendo la storia e le azioni delle genti che se ne servono. Ogni volta che si visita un posto nuovo, bisogna ricordarsi di prestare attenzione al ruolo della lingua all’interno della quotidianità cittadina, e all’eco delle manifestazioni linguistiche ancora ben salde e presenti nella società e nella vita di tutti i giorni. È per questo motivo che oggi vi presentiamo Bergamo in un’ottica diversa: fate un tuffo nel passato e riscoprite le origini del dialetto bergamasco! Avrete modo di arricchire la vostra esperienza da turista soffermandovi su paesaggi, personaggi, avvenimenti e tradizioni che hanno fatto la storia di questa splendida città. Buona lettura!

Storia del bergamasco

Il bergamasco, insieme al bresciano e al cremasco, è un dialetto originario della regione Lombardia ed appartenente al ceppo linguistico delle lingue gallo-italiche; attualmente viene parlato, in tutte le sue diverse varietà e sfumature, nel territorio della provincia di Bergamo e parzialmente nell’area cremasca. La storia del dialetto bergamasco trova le sue origini nel latino volgare innestato sulla precedente lingua celtica parlata dai Galli che popolavano queste zone. Ovviamente, nel corso del tempo tale varietà linguistica ha subìto varie modifiche, le più importanti delle quali sono avvenute durante le dominazioni longobarde che hanno lasciato terminologie germaniche entrate a fare parte del linguaggio comune. Parole come ad esempio abresiàs: rattristarsi, dal tedesco abbrechen, “abbattere”, banca: panca, dal germanico bank, bala: palla, dal germanico balla, bülo: gradasso, dall’alto tedesco bule, “amico intimo”, e lóbia: ballatoio, dal germanico lauba, “portico” costituiscono una parte essenziale del vocabolario bergamasco e riescono ad amalgamarsi perfettamente con i vari termini di origine latina e celtica.

Le prime attestazioni del bergamasco vengono fatto risalire al Basso Medioevo da una serie di atti di transazioni private, sebbene ci siano diversi componimenti poetici appartenenti alla prima metà del XIII secolo che evidenziano l’ingente presenza del bergamasco anche in ambito letterario. L’influenza della mediazione culturale di scrittori, notai e uomini di cultura, i quali decisero di trascrivere documenti e poesie in dialetto, permise a quest’ultimo di arricchirsi, rafforzarsi e diffondersi; ed è in questo senso che nel XIV secolo nacquero interessanti glossari ed eserciziari impiegati per facilitare la traduzione dal dialetto al latino e viceversa. Storicamente però, durante il Medioevo l’Italia consacrò il dialetto toscano ad unica variante che potesse essere usata per gli scambi comunicativi tra le varie regioni e in diversi contesti sociali. È proprio da quel momento in poi che il bergamasco venne utilizzato solo a livello locale, mentre per gli scritti ufficiali si tendeva a prediligere il cosiddetto italiano standard, che trovò il suo riconoscimento ufficiale soprattutto grazie all’unificazione politica territoriale avvenuta nel 1861.

Utilizzo del dialetto bergamasco: non solo tra anziani e in provincia

Se è vero che attualmente sono le persone anziane e coloro che abitano nelle zone di montagna e delle valli a servirsi abitudinariamente del dialetto (per di più in modo fluido e corretto), non bisogna dimenticarsi che in certe situazioni, la gente del posto ama utilizzare la ricchezza del bergamasco per riuscire ad esprimersi, sfogarsi e comunicare in maniera maggiormente concreta e diretta. Anche al giorno d’oggi, nella sfera privata e familiare, nei rapporti di coppia, nelle chiacchiere tra amici e coetanei, non è raro ascoltare qualche proverbio, parola o espressione dialettale, specialmente quando entrano in gioco discussioni animate o scambi di idee che necessitano di ampi discorsi e spiegazioni. Qualunque marito bergamasco si è sentito dire almeno una volta nella sua vita l’espressione dìghel al tò scèt, solitamente pronunciata dalla moglie, a seguito di una bravata o di un comportamento sbagliato fatto dal proprio figlio e meritevole di una bella punizione. Oppure, chiunque sia originario di Bergamo avrà sentito la frase, Fam mia dà fò, quando si è nel bel mezzo di una pesante litigata ed una persona mostra di essere particolarmente arrabbiata.

Qualunque italiano (e non solo!) è inoltre a conoscenza del simpatico termine che caratterizza un bergamasco doc, e cioè il super ripetuto pota, spesso impiegato a mo’ di riempitivo o in sostituzione di altre espressioni più lunghe ed elaborate. In effetti, questa magica parola racchiude al suo interno molteplici significati come ad esempio sostanzialmente, d’altra parte, in verità, oppure cerca di mostrare l’ovvietà di una situazione, o addirittura di argomentare un’opinione pur accettando le osservazioni esposte da un altro interlocutore. A questo termine, si possono aggiungere una lunga lista di espressioni che le persone nate e cresciute a  Bergamo sono solite ascoltare e ripetere fin da quando son bambini. Al fa mia frècc o ancora, al piöf amò, sono alcune delle frasi più utilizzate quando si vuole parlare del tempo meteorologico, soprattutto quando ci si sta avvicinando alla stagione autunnale. Diversi in effetti sono i modi di dire legati agli elementi naturali e al mondo rurale-contadino, i quali dimostrano il grande senso di attaccamento del popolo bergamasco al territorio in cui nasce, vive e lavora.

Strumenti per sopravvivere

Insomma, il bergamasco è ancora vivo e vegeto, e si presta a diversi usi a seconda dello scambio comunicativo del momento. Questa è una delle ragioni che hanno portato alla sorprendente ed interessante creazione di un vero e proprio dizionario bilingue, italiano-bergamasco. Realizzato nel 2004 ad opera di Carmelo Francia e Emanuele Gambarini, questo dizionario è simbolo della storia, del folclore e delle tradizioni locali che finalmente riescono a raggiungere una grande rilevanza linguistico-letteraria anche a livello nazionale. E al tempo stesso, è un brillante risultato che si pone l’obiettivo di rimuovere quella fastidiosa patina di lingua rurale parlata da gente contadina, povera e incolta, solitamente associata con il dialetto bergamasco. Sebbene a scuola non vengano impartite lezioni di dialetto, le generazioni moderne non sono del tutto digiune di bergamasco, vuoi per merito di nonni e genitori, vuoi per via di quelle espressioni colloquiali più tipiche che vengono indirettamente incorporate nell’italiano corrente e che sottolineano la specificità dell’identità culturale locale.

Ma il bergamasco è una lingua versatile che trova spazio ed importanza anche per quanto riguarda la cucina tradizionale e le ricette appartenenti alla realtà contadina. E così, se volete girovagare per Bergamo e dintorni, se desiderate scoprire le meraviglie del territorio bergamasco, se avete intenzione di esplorare da vicino il bagaglio turistico a messo a disposizione per voi, è bene imparare qualche termine “tecnico” che vi faccia avvicinare ai sapori e ai profumi di queste terre. Degustate il gustoso e croccante baccalà bertagnì, assaggiate la pasta fresca con il ragù delle morbide foiàde e provate un bel piatto di dolci frìtole: non potete lasciare Bergamo senza aver assaporato almeno una volta le specialità più tipiche di questo territorio! Trovate del tempo per recarvi in qualche ristorantino caratteristico e assaggiare la lepre in salmì, i famosi casoncèi, la deliziosa turta de Treì, la classica polenta e osei, l’indimenticabile cassoeula, la soffice turta Donizèt…

Con qualche pillola linguistica di bergamasco, finirete per innamorarvi di Bergamo e della sua cucina.

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By |2018-07-29T10:29:17+00:00May 11th, 2017|Bergamo e territorio, Eventi, News|Comments Off on Dialetto bergamasco – pillole linguistiche per i turisti di Bergamo

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