Dalmine personaggi celebri – i volti della storia dalminese

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“Cantiamo, amici. Il ritmo che martella la vita di Dalmine, e che attorno s’effonde, dice al mondo quanto è bella l’opera in cui si spende il nostro giorno.” Verso di una canzone popolare dalminese

La storia di un posto è il risultato delle persone che lo hanno popolato e vissuto. Le imprese più eroiche e le rivoluzioni più importanti dipendono da persone come noi, da uomini e donne che hanno preso in mano il loro destino e sono stati capaci di guidare il destino di altri.

Per capire l’essenza di un luogo è indispensabile imparare a conoscere i volti di chi, nonostante il passare del tempo, ha saputo lasciare il segno. Per questa ragione, oggi abbiamo deciso di raccontare qualche curiosità su Dalmine e sui protagonisti che ne hanno segnato la storia. Buona lettura!

I personaggi più noti di Dalmine

Gabriele Camozzi – Patriota bergamasco vissuto tra il 1823 e il 1869, Gabriele Camozzi faceva parte di una delle famiglie più potenti della nobiltà locale. Dopo aver conseguito la laurea presso l’Università di Pavia, Camozzi incominciò a frequentare gli ambienti mazziniani e a promuovere la lotta politica.

Molti furono i compiti che gli vennero assegnati, tra cui guidare i moti nelle province di Bergamo e Brescia e condurre spedizioni di difesa dei valichi alpini. Per riuscire a sfuggire agli austriaci si rifugiò a Genova, dove ebbe l’occasione di conoscere di persona Giuseppe Garibaldi, Carolo Pisacane e Nino Bixio.

Nel 1859 si ritrovò a combattere fianco a fianco con i bergamaschi Francesco Nullo e Antonio Curò nella città di Varese. Fu proprio in quell’anno che si arruolò tra le file dei Cacciatori delle Alpi e favorì l’entrata di Garibaldi e delle sue truppe a Bergamo. Camozzi coltivò per tutta la vita la passione per la politica: una volta ottenuta l’unificazione, iniziò a lavorare nel parlamento di Torino come deputato.

Dalmine e la famiglia Chaurand

Conte Felice de Chaurand de Saint Eustache – Nato nel 1857 in provincia di Genova e morto a Sforzatica nel 1944, il conte Felice de Chaurand dimostrò fin da subito spiccate doti militari. Ricoprì infatti molti ruoli importanti durante la Guerra di Libia e la Prima guerra mondiale.

A soli 47 anni riuscì a essere nominato generale del Regio esercito e agli inizi del Novecento venne messo a capo dell’Ufficio I dello Stato Maggiore dell’Esercito. La carriera militare non era affatto sconosciuta alla sua famiglia: il padre era l’avvocato Alberto Bava, mentre la madre Angelina, era figlia del generale dell’esercito piemontese Giovanni Eusebio Bava.

Nel 1891 Felice sposò Matilde, una giovane facoltosa appartenente alla famiglia Dall’Ovo, e si trasferì a Sforzatica, nella villa della moglie. Dopo il congedo dall’esercito, avvenuto nel 1916, decise di spostare l’attenzione verso gli studi storico-militare. Dedicò il proprio tempo alla scrittura di monografie e testimonianze sulle guerre che aveva avuto modo di vivere in prima persona.

L’unione Chaurand – Poletti

Bianca de Chaurand ­– Donna dal carattere forte e dalle mille risorse, Bianca de Chaurand nacque nel 1892, frutto dell’amore del conte generale Felice de Chaurand e di Matilde Dall’Ovo. Matilde era la figlia di Luigi Enrico Dall’Ovo. Istruita, accorta e di bell’aspetto, Bianca fu sempre una persona attiva nel sociale, impegnata ad aiutare il prossimo in uno dei momenti più bui della storia dell’umanità.

Fu proprio mentre lavorava come crocerossina durante le due guerre mondiali che incontrò il suo futuro consorte, Eugenio Maria Poletti. Anche dopo l’improvvisa morte del marito, avvenuta nel 1943, continuò a far parte del “Comitato di Mobilitazione Civile di Sforzatica”. Forniva aiuti alimentari ai compaesani in battaglia alleviandone le sofferenze.

Morta nel 1978 all’età di 86 anni, Bianca è stata una di quelle figure capaci di muoversi nelle retrovie. Il suo sogno era restituire alla gente la gioia di vivere e la speranza in un futuro migliore e privo di guerre.

Poletti e l’impegno in campo medico

Eugenio Maria Poletti – Nato a Parma nel 1893 e sposato con la contessa Bianca de Chaurand, dalla quale ebbe tre figli, Eugenio Maria Poletti dedicò la sua vita al sapere medico, alla politica e alla ricerca scientifica. Dopo essersi laureato in Medicina e Chirurgia, nel 1922 si trasferì a Dalmine dove incominciò a lavorare come Medico Condotto e Medico di Stabilimento, carriera che porterà avanti con grande passione per ben 21 anni.

Della sua vita mobilitazione politica si ricorda soprattutto la partecipazione alla marcia di Ronchi avvenuta nel 1919. Il medico non smise mai di sostenere lo scrittore e militare Gabriele d’Annunzio, che cercava di rivendicare l’italianità di Fiume e riavere il controllo della città. 

Poletti morì improvvisamente a causa di un attacco cardiaco nel 1943. Lasciò ai posteri numerosi volumi, articoli e pubblicazioni frutto delle sue ricerche e del suo costante impegno in campo medico. Gran parte del suo lavoro è stato tradotto anche all’estero.

Garibaldi e i Dall’Ovo

Luigi Enrico Dall’Ovo – La famiglia Dall’Ovo, di origini venete, si stabilì a Bergamo intorno al XVIII secolo e offrì alla storia italiana diversi personaggi di spicco. Tante sono le eroiche imprese compiute durante gli anni del Risorgimento e della Prima guerra mondiale.

Tra i membri della famiglia Dall’Ovo ricordiamo il generale Luigi Enrico, nato a Bergamo nel 1821 e morto a Sforzatica nel 1897. Protagonista indiscusso delle guerre risorgimentali, entrò a far parte dei Cacciatori delle Alpi. Fu l’azione politica a contraddistinguere la vita del garibaldino. Non è un caso che tre anni prima della sua morte Enrico Dall’Ovo decise di guidare Sforzatica in qualità di sindaco della città.

Propio a Sforzatica è possibile visitare La Biblioteca Dall’Ovo, il patrimonio librario e documentale della famiglia Dall’Ovo-Poletti de Chaurand. La biblioteca ha sede nell’antica dimora di famiglia e oggi conta più di 11.000 volumi risalenti al ‘700 e al ‘800. Molti degli scritti si concentrano sui moti rivoluzionari e sull’impresa dei Mille.

Le origini del gruppo Tenaris

I fratelli Mannesman – I fratelli tedeschi Reinhard (1856- 1922) e Max (1857- 1915) Mannesmann hanno segnato lo sviluppo economico e industriale di Dalmine. Tutto incominciò intorno al 1886 quando i due imprenditori riuscirono a ottenere un brevetto nel campo della siderurgia grazie a una grande invenzione: l’elaborazione di un procedimento per la laminazione di tubi di acciaio senza saldatura.

Con il passare del tempo il successo di quest’intuizione permise alla loro società di espandersi, acquisire altri tubifici come il Mannesmann di Landore/Wales e diventare un punto di riferimento a livello mondiale per la produzione di tubi e tubazioni di acciaio.

Risale al primo decennio del Novecento la nascita della sede di Dalmine e la scelta di concentrare parte della propria attività nella provincia di Bergamo. Tale scelta consentirà alla popolazione locale di poter usufruire di un lavoro sicuro all’interno dei nuovi stabilimenti siderurgici e accrescerà il potenziale economico della città.

Per scoprire altre informazioni sulla storia di Dalmine e continuare questo viaggio pieno di fascino e avventure vi consigliamo di dare un’occhiata alla pagina ufficiale dell’Associazione Archivio e Biblioteca Dall’Ovo -ONLUS http://www.bibliotecadallovo.it/

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2018-11-02T20:08:01+00:0018 ottobre, 2017|Bergamo e territorio|
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