Cosa vedere a Dalmine: i luoghi di interesse da non perdere

 ‘Il modo migliore per cercare di capire il mondo è vederlo dal maggior numero possibile di angolazioni’ cit. Ari Kiev

Importante città della provincia bergamasca, Dalmine ha molto di cui parlare. Le sue storie affondano le radici in antiche tradizioni e luoghi di interesse visibili ancora oggi e garantiscono un notevole patrimonio culturale da condividere con i turisti e i viaggiatori. Gli edifici e i monumenti di cui proponiamo la visita rappresentano alcuni dei momenti più significativi della storia della città e sono capaci di affascinare coloro che sono interessati all’arte, alla storia e al folclore locale. Chi si trova a Dalmine per motivi di lavoro può sfruttare quest’occasione per scoprire una delle tante realtà della provincia di Bergamo e conoscere usanze e curiosità che contraddistinguono questi luoghi. Chi invece viaggia per turismo sa bene che non può tornare a casa senza aver prima esplorato Dalmine in tutte le sue sfaccettature e sfumature.

Perciò mettetevi comodi e lasciatevi guidare nel passato! Ecco alcuni importanti luoghi di interesse di Dalmine e qualche breve cenno storico:

  • Chiesa di San Giorgio: di origini quattrocentesche, la Chiesa di San Giorgio nacque come oratorio e venne poi ampliata nel 1650 per poter accogliere un maggior numero di fedeli, diventando così una vera e propria parrocchia. Tra i tanti visitatori che ebbero l’occasione di ammirarla spicca la figura del cardinale Federico Borromeo. Piccola curiosità sulla dedica di questo edificio sacro: con il passare del tempo, il culto di San Giorgio venne trasferito a San Rocco, raffigurato nelle immagini dei santi che adornano l’altare maggiore. Quindi entrambi i santi divennero oggetto della dedica dell’edificio e fu solo nel 1940 che si riuscì a porre rimedio all’errore riconsacrando la chiesa a San Giorgio.
  • Parrocchia di San Giuseppe: molto più recente della Chiesa di San Giorgio, la Parrocchia di San Giuseppe venne costruita intorno agli anni venti del Novecento. Al suo interno è conservata una preziosa pergamena che attesta che l’edificio venne donato dalla famiglia proprietaria degli stabilimenti di Dalmine. Interessante è la sua composizione architettonica: l’altare maggiore è costituito da marmi pregiati, un battistero con vasca battesimale arricchisce gli ambienti interni e diverse opere pittoriche del XVI secolo impreziosiscono la chiesa. Da notare poi l’arredamento in legno intagliato, frutto della maestria dei fratelli Manzoni, e gli splendidi bassorilievi in rame sbalzato,opera dell’artista L. Brianzi.
  • Museo del Presepio: sorto a metà degli anni Settanta, il Museo del Presepio ospita al suo interno più di 800 presepi di vario genere e provenienza. Anche le dimensioni di ogni singolo presepio variano notevolmente, per esempio si passa dalla grandezza di una noce all’estensione di circa 80 metri quadri. Gli elementi esposti permettono ai visitatori di fare un tuffo nel passato – alcuni presepi risalgono addirittura al XVIII secolo – e un rapido spostamento spaziale – alcune opere provengono da diversearee geografiche, sia italiane che estere. Una realtà museale molto interessante perché consente di capire e imparare come culture differenti concepiscano la religione e le Sacre Scritture. L’edificio conserva anche diverse immagini sacre, avori, cartoline, ceramiche e opere relazionate con il concettodipresepio.
  • Le Santelle: susciteranno l’interesse degli appassionati di arte e degli amanti di storia locale. Le Santelle sono immaginette sacre situate al di fuori delle abitazioni e realizzate per ragioni differenti che si presentano sotto forma di dipinto, di piccolo altare o di cappella. Alcune erano oggetti votivi, altrevenivano fatte per ringraziare i santi di qualche episodio positivo avvenuto durante l’anno, come ad esempio un raccolto abbondante, altre ancora servivano a scongiurare le epidemie o le calamità naturali, mentre alcune venivano edificate per ricordare la scomparsa di un proprio caro. La presenza delle Santelle nel comune di Dalmine e nei suoi dintorni risale al XVIII secolo e la tradizione proseguì con passione fino alla fine della seconda guerra mondiale.
  • La chiesetta Pesenti: conosciuta anche come chiesetta del Brembo, venne costruita nel 1849 da Marco Milesi e dai fratelli Pesenti con l’aiuto dei contadini alle loro dipendenze. Lo scopo di tale costruzione era quello di radunare in un solo luogo le ossa dei morti della peste e realizzare un edificio di culto in memoria di coloro che non erano riusciti a sopravvivere a questa grande tragedia. Al suo interno si trovano delle splendide raffigurazione dipinte da pittori locali, tra le quali ricordiamo la Pala dell’altare maggiore,opera del Ceresa. In passato, la realtà della chiesetta Pesenti ruotava intorno alle festecontadine, come la “festa di durc”(festa dei tordi) celebrata ogni anno la terza domenica d’ottobre e di cui oggi si cerca di mantenerne viva la memoria.

Se siamo riusciti a catturare il vostro interesse, allora vi consigliamo di proseguire la visita di Dalmine visitando il sito http://www.facoetti.com/

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